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siamo tutti uguali
Riflessioni Federico Arcioni
Pur essendo cresciuti sentendo spesso questa frase, abbiamo con l’esperienza visto, che non c’è niente di più falso. Sin dalle prime esperienze scolastiche poi adolescenziali, ed infine lavorative, la realtà ci ha profondamente insegnato che siamo tutti profondamente diversi, sia tra popoli, sin dentro le famiglie con la stessa educazione e lo stesso ambiente di vita,ognuno risponde a due stessi stimoli in maniera a volte profondamente diversa. Un brutto voto, un rimprovero provocano dall’indifferenza ad un profondo avvilimento ed alle volte anche cose più gravi.
La gestione ottimale dell’educazione, dell’apprendimento sono in mano alla capacità (alle volte anche la fortuna) del genitore,dell’insegnante e via dicendo. Se così non fosse, avremmo fratelli tutti uguali e scolai idem. Invece no; ed in fondo questo è il sale della vita e della falconeria. Questa premessa e d’obbligo per una riflessione che è sempre presente nella mia mente e riaffiora ogni qualvolta sento dire:”Ma sai il pellegrino comporta così … Il sacro è fatto in quell’altro modo … la soluzione per quel comportamento è questa … Comprati questo falco … e così via.
“Tutti gli esseri viventi ------quelli più evoluti, hanno allo stesso stimolo comportamenti variabili da individuo ad individuo pur mantenendosi nei canoni delle specie. Vi sono falchi che apprendono subito ed altri che richiedono molto impegno. Alcuni capiscono subito ‘importanza della quota, altri, magari perchè molto veloci stentano ad alzarsi. Alcuni attaccano qualsiasi preda. Altri attaccano solo alcune prede già conosciute. In natura ciò può significare la vita o la morte in alcuni casi, mentre in falconeria la gioia o la tribolazione. La capacità del falconiere sta nel saper valutare e correggere queste attitudini.
Ho visto molti falconieri anche esperti “arrendersi” di fronte a questi problemi salvo poi cambiare falco. Non credo sia questo il modo di affrontare le cose. Sarebbe a dire che il professore si interessa solo al primo della classe. Un buon falconiere dovrebbe appassionarsi anche ai casi più complicati, ciò che otterrà sarà in cuor suo di grande soddisfazione. Nel corso di raduni e\o incontri si sentono molte valutazioni positive o negative che lasciano il tempo che trovano, salvo poi cambiare drasticamente alla volta successiva. Alle volte anche cambiare falconiere può rivelarsi sorprendente per un falco. Nella mia esperienza non ho trovato esemplari uguali e per ottenere risultati comparabili ognuno ha avuto preparazione ed attenzione diverse. Dall’Astore che attacca tutto ciò che si muove a quello che necessita di più rilasci per ogni specie di preda, dal terzuolo che non teme i germani e fagiani maschi alle pellegrine femmine che stentano sulle fagiane femmine. Proprio i secondi generi di temperamento,che se vogliamo sono più sensibili, hanno bisogno di nostre maggiori attenzioni. Inoltre ogni anno che passa il falco modifica i suoi atteggiamenti raggiungendo una maturità che i più attenti sanno cogliere. Il falconiere riesce ad instaurare dei rapporti che a volte diventano di magica sintonia (ci vuole qualche anno) come d’altronde tra le persone. Questa riflessione mi nasce quando sento:”questo falco non va, non vale niente.” Senza fare autocritica e con magari tre mesi di vita insieme si da per spacciato un rapporto che avrebbe bisogno solo del nostro impegno. Quello che chiediamo ai nostri falchi in termini prestazionali è ridicolo rispetto alle loro potenzialità, quindi se non riusciamo, cerchiamo le cause del fallimento in noi. E’ proprio la consapevolezza delle difficoltà di riuscire a comprendere e realizzare la “caccia con il falco” che rende speciale la nostra passione.
Federico Arcioni
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