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Trattato di Falconeria
Di Amedeo Arpa
Seconda Edizione
Alcuni anni fa usciva per la prima
volta in Italia un’opera unica nel suo genere.
Nella storia contemporanea italiana
della falconeria nessun Trattato fu più scritto successivamente
alle fondamentali opere di Federico II di Svevia (De Arte Venandi
cum Avibus), di Sforzino da Carcano (Trattato de gli uccelli da
rapina).
Ma l’Autore è ben lungi dal voler arrivare ad una simile
minuziosità e maestrìa descrittiva. Tali due trattati
rimangono comunque alla base del sapere di ogni falconiere.
Molti altri trattati esteri (in lingua inglese) sono presenti, ma
rappresentano solo un adattamento dell’antico scritto federiciano.
Possono variare le conoscenze scientifico, biologiche e veterinarie
oggigiorno e possiamo trovare nei moderni libri molte informazioni
in questo senso.
In cosa consiste, quindi, la peculiarità
di quest’altro trattato, frutto di anni di esperienza e di
vicinanza al mondo della falconeria?
Il suo pregio sta nell’essere una sorta di guida, come un
falconiere che decide di portare avanti l’addestramento di
un allievo.
Ogni passo che un allievo dovrebbe fare è descritto e suddiviso
nei giorni più o meno necessari ad addestrare un falcone
o un astore.
Quindi si tratta di un libro scritto per chi vuole veramente capire
come, senza veli, alla fine si addestrano i falconi (cosa raramente
descritta).
Il libro si prepone quindi d’insegnare a chi di falconeria
ne sa ben poco, cosa che non era negli intenti degli antichi trattati
dove il trattato era scritto per gli altri falconieri o per coloro
che comunque praticavano l’arte in questione.
Oggi i tempi sono cambiati e l’interesse per la falconeria
non è più relegato alle classi più abbienti.
La falconeria è potenzialmente nelle mani di tutti (e questo
rappresenta un grande passo avanti, ma anche un grande rischio che
la gente finisca per perdere il vero senso della falconeria stessa)
ed è giusto che chi non la conosce abbia l’opportunità
di capire, informarsi e imparare.
Il tempo per la falconeria come una cosa d’élite è
tramontato.
Tutto ciò non deve trarci
però in inganno. Se è vero che la falconeria non è
più un qualcosa d’elitario, esiste però un canone
etico cui è bene che il falconiere risponda.
Un falconiere, e nel libro ci sono diversi passaggi ed opportunità
per comprenderlo, è un uomo che si avvicina ad un mondo senza
parole, senza bisogno della “chiarezza” così
come la intendiamo noi esseri umani. Si tratta quasi sempre di emozioni,
d’intese fatte da sottili tele che si costruiscono nel tempo
e con la fiducia reciproca (da guadagnarsi).
Difficilmente può esistere qualcuno che praticando quest’arte
non si sia mai posto qualche domanda profonda e probabilmente anche
esistenziale.
Il falco diviene un legame col “mondo perduto” della
Natura, da cui troppo spesso oggi l’uomo è fuggente,
quasi fosse male ogni cosa che esso fa, ogni suo rapporto con l’ambiente.
E spesso, in questo controsenso (visto che siamo anche noi creature
volute dalla Natura), ci si dimentica che l’interazione con
la Natura è qualcosa di complesso e che comunque ne facciamo
parte indissolubilmente.
A volte, cercando di proteggere la Natura, ci si trasforma in quello
spettatore esterno che dimentica però d’essere egli
stesso un protagonista.
Nel Trattato, quindi, possono essere
compresi i significati della falconeria, le sue regole basilari,
il suo codice di condotta.
La speranza, quindi, è che
questo libro possa sempre rappresentare un punto fermo, una visione
della falconeria non antica, ma fondata su una precisa filosofia.
La falconeria non è solo volo e caccia. E’ un’arte,
e nessuna arte è estranea ad una storia, una filosofia ed
una deontologia. Se ciò accadesse, quello che si vedrebbe
non potrebbe essere correttamente definito come falconeria.
Questo libro rappresenta, tra le altre cose, il riassunto di migliaia
di voli, di esperienze fatte dall’uomo e i suoi falchi. E’
il frutto di una falconeria vissuta, respirata ogni giorno per più
di trent’anni e che mai si è mescolata con un fine
esterno, vuoi economico, vuoi esibizionistico.
La si potrebbe definire una falconeria
pura, genuina, in un contesto dove invece i valori artistico e culturale
di questa meravigliosa e antica attività vanno sempre più
perdendosi, lasciando spazio ad una “falconeria commerciale”,
ad una falconeria “grezza” che nulla ha a che vedere
con la storia e l’anima della falconeria.
Prima dicevamo che la falconeria
ora è di tutti. E’ un bene, perché è
diritto di chiunque voglia quello di sperimentare una simile esperienza.
Ma esiste un rischio, quello che essa finisca nelle mani di coloro
che non la capiscono pienamente.
La falconeria non si conclude nel volo e nella caccia di un falco.
La falconeria può rimanere un semplice hobby, fatto a tempo
perso (e non è falconeria) o può diventare, tra le
altre cose, un motivo di riflessione, di crescita ed un modo per
cogliere il valore di un mondo che si perde sempre di più,
quello della Natura (e diviene il massimo della falconeria).
Concludendo dobbiamo inoltre sottolineare
un'altra importante novità. Oltre alle tecniche d'addestramento
utilizzate per i falconi, é possibile in questo testo trovare
istruzioni accurate per l'addestramento dell'astore, sensibilmente
differente da quello dei classici rapaci da falconeria. Quindi,
anche per l'astore, troveremo una descrizione del periodo di addestramento
suddiviso giorno per giorno, per poter accompagnare l'allievo nei
punti importanti per la messa in volo di un animale simile.
Giovanni Goj

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